Via Somalia, 2
47122
- Forlì (FC) Mappa
Tel: 0543 722728
Orario e Chiusura: Concerti solo di venerdì - apertura 20,30, chiusura 02,00
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PROLOGO
(di Renzo Arbore)
Questa è la storia di un club musicale, il Naima di Forlì, uno dei tre jazz & blues club italiani che, nel 2012 compirà 30 anni di attività continuativa e annuale. Non solo per un week end all’anno, come avviene per molti festival e rassegne! Dopo la definitiva chiusura del Capolinea di Milano, alcuni anni fa, il decano dei jazz club italiani.
Gli altri due sono l’Alexander Platz di Roma e le Scimmie di Milano. Le due città capitali d’Italia e poi Forlì, una piccola città di provincia! E già questa constatazione può dare il senso della titanicità dell’impresa. Ma è anche una storia da «dietro le quinte», per raccontare episodi, particolari, aneddoti su alcuni musicisti famosi che hanno calcato il palco del club forlivese; tra questi, dei veri e propri miti.
Una storia cominciata per gioco, come un hobby, e che vede protagoniste un numero enorme di persone, che frequentano questo Club da venticinque anni, che si siedono davanti alla band di turno per ascoltare jazz o blues, carpire qualche nuova interpretazione, gustare un assolo, farsi coinvolgere in una infinita jam session.
Niente luci stroboscopiche, niente cattedrali fantasmagoriche con disck jokey che dirigono le danze, niente schiere di P.R. che incanalano le truppe.
Solo musica dal vivo, solo musica di qualità, solo jazz e blues, ed un po’ del vecchio e intramontabile rock.
E nella patria delle grandi balere e delle mega discoteche è stata proprio una bella scommessa quella giocata da Michele Minisci.
Parliamo di un Club che ha coinvolto, coinvolge e riguarda infatti diverse migliaia di appassionati di musica che sono passati dal club in tutti questi anni, oltre 255.000, da tutta Italia e anche dall’estero; migliaia di musicisti famosi e meno noti, molti dei quali diventati poi delle grandi star (circa 5.000); oltre 250 band giovanili provenienti principalmente dalla regione, che sono salite, con non poca emozione, sul prestigioso palco del Naima; diverse decine di collaboratori, tutti volontari; che coinvolge infine, in prima persona, oggi, ogni anno, circa 7.000 fedeli soci che rinnovano sistematicamente la tessera, gente proveniente da tutta Italia, con uno zoccolo duro, naturalmente, in Romagna e in Emilia, i più fedeli sostenitori del club.
Michele ha scritto anche un libro dove racconta tutta la storia del suo club, dove in quasi tutti i capitoli si può cogliere il ritmo ed il tempo delle dodici battute del blues, è raccontata una storia vera che parla sì di musica, di particolari curiosi, ma anche di sfide, di emozioni, di ansie, di gioie e dolori, di scelte di vita, di episodi che riguardano sia Michele, il deus ex machina del Naima, sia i tantissimi musicisti ospitati e il pubblico; che parla di passioni, di entusiasmo, di sogni.
Una storia che potrebbe far riflettere qualcuno su come si possa contribuire alla crescita culturale di una piccola città di provincia grazie anche alla musica, portata qui da veri «mostri sacri» del panorama internazionale, e che può far capire perché «senza la musica, la vita sarebbe un errore», come ha scritto una volta il buon Federico Nietzsche. E allora….avanti tutta, Naima per altri 30 anni!!!